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L’universo di Wes Anderson

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Wes Anderson è un regista, sceneggiatore e produttore americano

Ha un ottimo gusto per le simmetrie, le inquadrature ed i cambi di colore, che l’hanno reso famoso ed apprezzato da molti. Oggi non entreremo nel dettaglio delle trame dei suoi film, ma ne analizzeremo l’estetica.

I film di Wes Anderson sono una categoria a parte ed è difficile definirli e rinchiuderli in una sola breve descrizione. La sua capacità visiva è notevolmente migliorata dagli esordi, dando allo spettatore sempre più tasselli di un puzzle da comporre per arrivare al significato, non solo della pellicola in visione, ma anche di quelle precedenti. Il regista Quentin Tarantino utilizza la stessa tecnica della citazione nei suoi film. E’ un ingegnoso modo per fidelizzare gli spettatori ed immergerli in un altro mondo, creato secondo le regole del regista stesso.

L’USO DEL COLORE

Wes Anderson ama i colori brillanti ed i contrasti cromatici. Questo si riflette principalmente nell’abbigliamento dei personaggi. Pensiamo al completo azzurro abbinato al cappellino rosso acceso del personaggio di Steve in Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou, oppure alla divisa viola di M. Gustave, contrapposta alla tappezzeria arancione in Grand Budapest Hotel. Come l’abito rosa di Suzy Bishop contrasta bene con il verde del prato e l’azzurro del cielo in Moonrise Kingdom. Wes Anderson, così facendo, vuole insegnarci che l’apparenza inganna.

La luce nei suoi film è per la maggior parte calda. Wes Anderson, infatti, predilige i toni dell’ocra per gli sfondi e l’atmosfera generale. Questa scelta permette di accentuare i contrasti, l’irrealtà e l‘inverosimiglianza della scena.

Ha molto occhio per i dettagli e naturalmente i costumi sono importantissimi. Per esempio, pensiamo anche alla cura della fantasia delle valigie in Il treno per il Darjeeling e alla tappezzeria della casa de I Tenenbaum. Questa attenzione gli è stata molto d’aiuto per diventare un regista riconoscibile, creando un mondo unitario e coerente in tutti i film.

Gode di uno spiccato senso artistico ed estetico, ama accomunare scene comiche con atteggiamenti seri e naturali dei personaggi. Se non fosse proprio per i colori usati che ne giustificano la scena e la trama, sicuramente i suoi lavori non risulterebbero così convincenti e apprezzati.

L’IMMAGINARIO DI WES ANDERSON

Il regista è quasi ossessionato dalla precisione. Le inquadrature, infatti, sono sempre ben studiate e strutturate: dalla posizione della cinepresa all’espressione dell’attore in relazione all’ambiente circostante. Il suo lavoro principale è di ribaltare la nostra concezione delle cose. Gesti sciocchi, ossessivi, enigmatici o anche immorali  vengo inseriti in uno schema che ne regola l’ambiguità e li “normalizza”, creando equilibrio. Tutti i personaggi buoni presentano dei lati oscuri, così come i cattivi non vengono mai percepiti tali fino in fondo.

Guardando i suoi film, si ha quasi l’impressione di vedere una sequenza di dipinti. Anche le colonne sonore giocano un grande ruolo nella narrazione. La complessità della storia, l’accuratezza dei costumi e la maniacalità per i dettagli, rendono Wes Anderson uno dei più geniali e inconfondibili registi contemporanei.

Al prossimo lunedì con la rubrica CineModApp: faremo un tuffo nel mondo de Il Diavolo veste Prada.

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