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I jeans “spengono” 145 candeline: da pantaloni per i cercatori d’oro a capo in e passepartout

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Citati nei film, nelle canzoni, indossati in occasioni informali e non, da gente famosa e comune, da uomini e donne, da padri e figli, piacciono anche agli stilisti più chic

 

Forse i jeans sono il capo d’abbigliamento più longevo ed intramontabile. Quest’anno compiono 145 anni, precisamente il 20 Maggio, data in cui il brevetto dei pantaloni di tela blu rinforzati con rivetti metallici venne registrato, anche se l’origine della tela jeans si fa risalire al XVI secolo, in particolare alle resistenti stoffe color blu di Genova che si usavano per coprire le merci e per insaccare le vele nel porto ligure.

Il loro primo successo lo registrano come pantaloni indistruttibili da vendere ai cercatori d’oro nel Far West nella seconda metà dell’Ottocento.

Ora vincono i jeans a vita alta

Da allora molto è cambiato e continua a cambiare, soprattutto nel modo di portarli. Pare si sia conclusa l’epoca (durata un decennio) di quelli a vita bassa, che hanno permesso la visione di boxer e slip di due generazioni di ragazze e ragazzi.

Ora, al primo posto, ci sono quelli a vita alta, come risulta da una recente ricerca di Privalia. Seguono i modelli a zampa d’elefante, poi i boyfriend (quelli del fidanzato, che le ragazze indossano quando vogliono qualcosa di comodo), i mom fit (linea trendy, ma più morbida ed adatta alle mamme) e gli skinny (a gamba dritta).

Cinema, musica e parole che grandi stilisti e vip hanno dedicato a questi pantaloni

In Urlatori alla sbarra, film di Lucio Fulci del 1960, con gli emergenti Adriano Celentano, Mina, Peppino Di Capri e Lino Banfi ed i già affermati Joe Sentieri e Chet Baker, il proprietario di un’azienda che produce jeans tenta di dissociarli dall’immagine dei giovani ribelli, convinto che così ne potrà vendere di più.

Hanno un ruolo fondamentale anche in un cult degli anni Ottanta come Ritorno al futuro: quando il protagonista Marty McFly, in un salto temporale all’indietro, incontra Lorraine, la sua futura mamma, lei è convinta che il nome di Marty sia Levi Strauss, perché questo è quel che legge sulla targhetta dei pantaloni del ragazzo.

Non meno importanti sono stati Un jeans ed una maglietta (1983), cavallo di battaglia di Nino D’Angelo; la commedia americana 4 amiche e un paio di jeans, del 2005, in onda tra gli anni Ottanta e Novanta, in cui la madre ed il padre della famiglia protagonista indossavano i jeans, che in questo contesto diventano simbolo dei “nuovi” genitori, non più autoritari, ma comprensivi e desiderosi di dialogare coi figli.

Nel 1996 gli 883, nel brano Gli anni citano i Roy Roger’s, mentre nel 2005 Jovanotti, in Mi fido di te, canta: “La dea dell’amore si muove nei jeans”.

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