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La moda vittoriana torna nelle passerelle del 2018

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Lo storico stile britannico che ha incantato le donne del 1800 viene dipinto dai più importanti impressionisti europei per denunciare il cambiamento dei costumi e degli abiti femminili

Le passerelle contemporanee vedono un grande ritorno all’epoca ed allo stile vittoriano della metà dell’Ottocento.

È così che l’alta moda tanto quanto i brand low-cost di tutto il mondo rispolverano dal grande cassettone della moda volant, maniche a palloncino, volumi nella parte superiore o inferiore del corpo e tessuti preziosi e unici dal sapore retrò.

Prima di capire il motivo per cui la fashion opinion oggi fa un tuffo al passato sarebbe utile fare un piccolo quadro storico del XIX secolo.

Dal 1840 al 1850 si registrano importanti espressioni della femminilità che dureranno in Europa fino al 1901. In particolare la storia inglese vede la regina del Regno Unito attraversare momenti di forte cambiamento in ambito economico, sociale, culturale che saranno determinanti per tutti gli altri paesi del vecchio continente.

Le suddite della Regina Vittoria – e tutte le donne che hanno assistito, spesso a distanza, l’ascesa al potere di Napoleone in Francia o le nobil dame italiane che vivevano nelle grandi ville romane o toscane – indossavano crinoline, stoffe impalpabili, parrucche e avevano sempre visi pallidi incipriati.

Dietro all’aspetto sicuramente patinato si nascondevano giovani ragazze che prenderanno successivamente in mano la situazione ai primi anni del Novecento durante il primo e il secondo conflitto mondiale. Saranno le stesse che conosceranno il dolore, la fatica, la morte e la disperazione della prima metà del nuovo secolo.

Una figura molto imitata dalle donne ottocentesche era quella della Regina Vittoria che, appena diciottenne, nel 1837 acquisì il potere e divenne potente e amata da tutta l’Inghilterra. Nonostante ella non amasse particolarmente le crinoline contribuì alla loro diffusione dopo il ’50.

Alla morte dell’amatissimo marito, il principe Alberto, la Regina assunse i colori del lutto stretto per tutto il resto della sua vita.

Il primo periodo che vogliamo esaminare è dal ’40 fino agli anni ’20 del Novecento quanto gli abiti sono luccicanti e colorati. Se i primi anni del regno della Regina vediamo abiti dalle gonne ampie dal volume vaporoso con il corpetto asciutto che sottolinea i vitini da vespa delle giovani del periodo, dal 1850 al 1860 assistiamo al periodo più esagerato delle gonne. Di sovente composte da vari strati di sottogonne diventano, insieme alle decorazioni dell’abito, delle vere e proprie opere d’arte modaiole.

Con gli anni ’60 si introduce la presenza degli scolli a barca che evidenziano le spalle e si accentuano le scollature degli abiti. Lo stesso scollo sarà amato cent’anni dopo dall’attrice Brigitte Bardot che ne ha fatto un vero e proprio simbolo di sensualità e bellezza.

La sartoria in questi anni propone la moda haute-couture che introduce vari tipi di lavorazione delle maniche (a pagoda, virago, a campana, sbuffo), pizzi, trine, ricami, nastri.

Dal 1870 al 1880 si riduce leggermente il volume degli abiti ma rimane assai importante lo strascico che è spesso impreziosito da balze e strutture elaborate.

Dalla fine del secolo all’alba della Belle époque la moda decide di rendere meno impacciate le gonne delle donne eliminando quasi interamente il volume. Gli abiti diventano minimali nella struttura ma preziosi nell’impiego delle stoffe e delle applicazioni. Singolari sono le scelte di alcuni stilisti dell’epoca che decidono di spostare il volume sulle maniche dei modelli sottolineando così le figure filiformi delle donne. Si assiste pian pianino ad un processo minimalista che dà vita ad una moda sofisticata, eleganze e raffinata che accompagnerà tutte fino ai ruggenti anni dell’epoca più bella del Novecento.

La moda, il cibo, i paesaggi tanto quanto le donne sono nel 1800 dei soggetti protagonisti delle tele dei più importanti impressionisti europei che da Renoir, passando per Degas fino a Manet hanno incantato milioni di osservatori in tutti i musei del mondo.

Monet era incantato dalle donne brune dai folti capelli lunghi che indossavano abiti dalle stoffe morbide e preziosi come testimonia questa tela.

Lo stesso pittore francese amava molto stare all’aria aperta ad osservare le persone che popolavano vari angoli della sua città che spesso si recavano al parco. In questa sequenza di opere troviamo abiti dagli importati volumi e tessuti dai colori candidi accompagnati da accessori come il cappello.

Anche Manet amava ritrarre le donne di qualsiasi classe sociale che al mattino della domenica amavano stare sedute sui prati illuminate dai timidi raggi solari primaverili. Un esempio è questo quadro che ritrae una giovane donna abbigliata con un abito leggero e voluminoso accompagnata dal marito e dal bambino sul passeggino che guarda con aria fiera il pittore.

Qualche tempo fa abbiamo rivisto quest’opera di Manet quando abbiamo parlato del Choker. Ella è la barista parigina che indossa con aria disincantata e stanca un abito ottocentesco sfarzoso e scollato che sottolinea le sue forme femminili con eleganza.

Incantevole è questa tela di Renoir che immortala una giovane ragazza seduta su una sedia di vimini probabilmente in spiaggia mentre gode di una bellissima giornata soleggiata al mare. Abbigliata con un blu oltremare brillante la donna indossa un copricapo e un abito ricco di pizzi, asciutto nella parte superiore e gonfio sulla gonna. Estremamente chic ed elegante.

Dello stesso periodo risale la nota ‘Colazione dei Canottieri‘ nella quale le donne sono le protagoniste assolute di questo esempio di pittura impressionista. Abbigliata con abiti della seconda metà del 1800 esse costituiscono tutt’oggi il vero mistero di una delle opere più conosciute al mondo.

Per finire Renoir ci regala un esempio di moda della fine dell’Ottocento come vediamo dall’immagine. Qui la bella ragazza vestita di blu presenta un ottimo esempio di moda della fine del XIX secolo in cui i volumi si abbassano leggermente e si spostano sullo strascico.

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